TOMORI: «PRONTO A IMPARARE E MIGLIORARE»

Per Fikayo Tomori, terzo acquisto della finestra invernale di questo calciomercato, si è presentato alla stampa oggi a Milanello, raccontando le sue emozioni e i suoi obiettivi rossoneri, dopo il debutto ufficiale nel Derby di Coppa Italia. Qui tutte le sue dichiarazioni, che sono state trasmesse in diretta su AC Milan Official App.

SUBITO PRONTO A GIOCARE
«Sono molto felice di essere qui e di poter giocare di nuovo, ho trovato la squadra in un momento positivo e voglio aiutarla nel miglior modo possibile sul campo come ho fatto martedì, anche se sfortunatamente non abbiamo trovato la vittoria. Giocare e allenarsi con giocatori come Ibra e Mandžukić può solo essermi d’aiuto, voglio e sono pronto a imparare da loro, a cogliere il meglio. Al fianco di Romagnoli mi sono trovato bene in campo, ci capiamo già molto bene nonostante la barriera linguistica e spero di poter giocare tante partite con lui». 

TANTA PREMIER LEAGUE IN CAMPO NEL DERBY
«La Premier League è un campionato molto veloce e aggressivo, martedì si è giocato un Derby molto intenso ed emozionante. E a me va bene, in Inghilterra ci sono molte partite così ma credo che anche qui sia lo stesso, ho avvertito lo stesso spirito».

PERCHÉ IL MILAN?
«Quando pensi al Milan ti vengono in mente giocatori che hanno vestito questa maglia, penso a Maldini, Nesta, Baresi e tanti altri in questo ruolo. Conoscevo già la storia del Club, è stimolante il fatto che sia stato fondato da un inglese, ho sentito il desiderio di farne parte. Quando ho visitato il Museo il primo giorno ho avvertito tutta la tradizione del Milan, sono arrivato in un momento positivo e spero di poter aiutare il Club a tornare a vincere presto». 

GLI OBIETTIVI
«Sono arrivato qui con la squadra in testa alla classifica. La storia del Milan passa attraverso i successi e i trofei e lo Scudetto è un obiettivo a cui dobbiamo aspirare, non dobbiamo aver paura di crederci perché ce la possiamo fare. Senza dimenticarci però ci sono molte squadre di grande livello che hanno in testa lo stesso obiettivo, dobbiamo essere concentrati su di noi, pensare di partita in partita e scendere in campo per vincere, come faranno le altre. Dobbiamo essere forti mentalmente». 

LA CHIAMATA DI MALDINI
«Paolo Maldini è stato il più grande difensore di questo sport, quando mi ha chiamato sono rimasto un po’ sorpreso ma conoscevo il progetto e non ci ho pensato un secondo. Volevo e voglio essere qui. Al Chelsea ho giocato da quando avevo 7 anni ma ora sono qui, sono concentrato a far bene per il mio nuovo Club». 

L’AMBIENTAMENTO IN UN NUOVO PAESE
«Non conosco l’italiano ma quando l’allenatore parla i compagni mi aiutano a tradurre, è stato un adattamento molto facile. Ho sempre desiderato fare un’esperienza nuova, qualcosa che non fosse la Premier League e l’Inghilterra. Essere qui a Milano e in Italia è l’occasione migliore per crescere, sia come calciatore sia come uomo». 

UN DIVERSO TIPO DI CALCIO
«Sapevo che avrei trovato delle differenze di livello tecnico e tattico rispetto alla Premier League, che è molto aggressiva e intensa. Qui devo pensare di più alla posizione e al modulo, non agire solo d’istinto. Non c’è posto migliore di questo per crescere ed evolvere, grazie ai consigli di Paolo e del Mister. Molti giovani giocatori inglesi stanno realizzando che c’è vita al di fuori della Premier League, credo sia una cosa positiva perché prima in pochi erano predisposti a farlo. Queste esperienze aiutano a conoscere nuovi stili, di calcio e di cultura, e allo stesso tempo stimolano a uscire dalla propria comfort zone». 

I CONSIGLI DI THIAGO SILVA
«Tanti giocatori del Chelsea hanno avuto delle esperienze in Serie A, ho parlato con Thiago Silva ma anche con Jorginho, Emerson e altri. Le loro parole sono state rassicuranti e tutti mi hanno confidato cose molto belle, sia sulla Serie A che sul Milan stesso. Ho ricevuto molte manifestazioni d’affetto da parte dei tifosi del Chelsea, e mi hanno fatto molto piacere. Il mio obiettivo ora è dare il meglio qui in rossonero». 

LA POSIZIONE IN CAMPO
«Non faccio molto caso alla posizione in cui vengo schierato, che sia il centro-destra o centro-sinistra, penso solo a dare il massimo in campo e a giocare ovunque il Mister decida di schierarmi». 

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